domenica 16 settembre 2012
i-pensiero parte seconda (le perle di saggezza, eggià)
E' quasi un mese, che son qui.
Che son partita il 18 di Agosto.
E domani é il 18 di Settembre.
E non so dire se mi sembra tantissimo o appena ieri.
Penso che questo sia un buonissimo segno: quando si vive intensamente il reale, il tempo te lo senti addosso esattamente per quello che è. Non senti il peso di quello che è passato. Non avverti la pressione di quello che deve ancora venire.
Che non significa che non si viva la nostalgia e l'attesa. Ci sono entrambe. Ma, diciamo, non sono le coordinate decisive.
É piú decisivo l'ora.
É molto piú...pieno, ecco, sí, pieno.
Che son partita il 18 di Agosto.
E domani é il 18 di Settembre.
E non so dire se mi sembra tantissimo o appena ieri.
Penso che questo sia un buonissimo segno: quando si vive intensamente il reale, il tempo te lo senti addosso esattamente per quello che è. Non senti il peso di quello che è passato. Non avverti la pressione di quello che deve ancora venire.
Che non significa che non si viva la nostalgia e l'attesa. Ci sono entrambe. Ma, diciamo, non sono le coordinate decisive.
É piú decisivo l'ora.
É molto piú...pieno, ecco, sí, pieno.
Sushi time
Ieri sera Andrès, un mio collega di matematica, colombiano, è venuto a cena a casa nostra e ci ha insegnato a preparare il sushi. (di seguito il reportage fotografico)
Qui è pieno pieno di ristoranti sushi e wok (si scrive così?...bhà.).
Comunque.
Preparare il sushi è divertente ma ci si mette un sacchissimo di tempo.
Ma un sacchissimo proprio.
Dopo, invece, a mangiarlo, ci si mette pochissimo.
Ed è molto buono, io non pensavo.
Qui è pieno pieno di ristoranti sushi e wok (si scrive così?...bhà.).
Comunque.
Preparare il sushi è divertente ma ci si mette un sacchissimo di tempo.
Ma un sacchissimo proprio.
Dopo, invece, a mangiarlo, ci si mette pochissimo.
Ed è molto buono, io non pensavo.
Looking for Belalcazar
Questa é Benny che prova a rintracciare sulla mappa della città, il nostro quartiere (barrio), che ha un nome bellissimo: si chiama Belalcazar.
sabato 15 settembre 2012
gaudete!
No, niente.
So che eravate tutti quanti in ansia per il pacco di libri che doveva arrivarmi oggi...
e...
...dunque...
...come dirvelo...
ebbene...sì.
CE
L'ABBIAMO
FATTAAAA!!!
E' arrivato, sano e salvo e con dentro tutti quanti i miei adorati libri (no, ovvio, non tutti quelli che posseggo, solo quelli -selezionatissimi e rigorosamente ad uso didattico - senza i quali mi sentivo persa...) e un paio di capi di abbigliamento (qui fa un freddo cane!) e i regalini (piccoli, ma altamente significativi) della mia family...
Insomma, per ora l'esaurimento nervoso è scongiurato.
Non speditemi niente, per favore.
Fate prima a prendere un aereo e a portarmelo personalmente, davvero.
So che eravate tutti quanti in ansia per il pacco di libri che doveva arrivarmi oggi...
e...
...dunque...
...come dirvelo...
ebbene...sì.
CE
L'ABBIAMO
FATTAAAA!!!
E' arrivato, sano e salvo e con dentro tutti quanti i miei adorati libri (no, ovvio, non tutti quelli che posseggo, solo quelli -selezionatissimi e rigorosamente ad uso didattico - senza i quali mi sentivo persa...) e un paio di capi di abbigliamento (qui fa un freddo cane!) e i regalini (piccoli, ma altamente significativi) della mia family...
Insomma, per ora l'esaurimento nervoso è scongiurato.
Non speditemi niente, per favore.
Fate prima a prendere un aereo e a portarmelo personalmente, davvero.
giovedì 13 settembre 2012
cose che quando ci sono non te ne rendi conto e dopo, invece, son problemi
La mia adorabile famiglia mi ha spedito un pacco.
Mica roba anomala, eh.
Un semplice pacco postale.
Contenente, perlopiù, libri. E qualche misero capo d'abbigliamento.
Cose che non ci stavano in valigia e pesavano troppo e quindi è semplice, no?, ti dici: vabbè, queste cose me le faccio spedire. Che problema c'è?
E infatti.
Non è un problema, no.
E' un cataclisma.
Primo inconveniente: in Colombia non esiste la posta.
Non.
Esiste.
La.
Posta.
sì, avete capito bene.
Per dire: nelle case ci son mica le caselle della posta. No. Nemmeno nei palazzi, per dire.
Perchè?
Perchè in Colombia NON ESISTE LA POSTA.
E occhei.
Però ci sono una serie di aziende tipo Dhl e simili che più o meno (e a costi assurdi), fanno più o meno quel servizio lì.
Il punto è che in Colombia le cose semplici o facili non esistono.
Allora vabbè, cerco di sintetizzare:
-i miei vanno in posta (in Italia) e spediscono il pacco.
- passano 20 giorni, niente all'orizzonte.
- finalmente arriva una lettera all'indirizzo in cui sarebbe dovuto arrivare il pacco.
- la lettera dice: devi pagare 18.000 pesos (circa 10 euro) e dopo chiami questo numero e dopo prepari questi documenti e noi ti portiamo il pacco a casa.
- occhei, ti dici.
- vai in banca per pagare i 18.000 pesos.
- ma in banca ti dicono che lì non li puoi pagare, devi andare nella tal altra banca.
- allora vai nella tal altra banca.
- solo che i computer al momento non vanno.
- allora tu aspetti, sperando che i computer ricomincino a funzionare.
- finalmente i computer funzionano e tu paghi i 18.000 pesos.
- componi il numero che c'è sulla lettera e una voce registrata ti dice che il numero è inesistente.
- allora cerchi in internet e trovi un altro numero.
- chiami il numero trovato in internet e una signorina gentilissima ti dice che devi chiamare un altro numero.
- allora tu chiami un altro numero.
- finalmente ti risponde la persona giusta e ti accordi sul giorno di consegna a domicilio del pacco in questione.
- dopodichè preghi ardentemente che quel giorno vada tutto liscio.
il giorno in questione è questo sabato.
se va tutto bene e riesco finalmente a mettere le mani sui miei libri, credo farò due cose:
mi informo sul santo protettore delle spedizioni e accendo un cero, ringraziando, già che ci sono, di avermi preservato dal (quasi inevitabile) esaurimento nervoso che una trafila di questo tipo avrebbe potuto produrre nella sottoscritta; dopodichè, con le energie rimaste vi racconto di quella volta, poche settimane fa, in cui ho dovuto fare il visto per venire qui a lavorare.
[consiglio: se a qualcuno di voi (25 lettori eccetera eccetera) venisse mai l'idea di spedirmi qualcosa, il mio spassionato consiglio è: o mi procurate dello xanax oppure, per favore, cominciate da subito ad addestrare piccioni viaggiatori, non vedo altre possibilità, al momento]
Mica roba anomala, eh.
Un semplice pacco postale.
Contenente, perlopiù, libri. E qualche misero capo d'abbigliamento.
Cose che non ci stavano in valigia e pesavano troppo e quindi è semplice, no?, ti dici: vabbè, queste cose me le faccio spedire. Che problema c'è?
E infatti.
Non è un problema, no.
E' un cataclisma.
Primo inconveniente: in Colombia non esiste la posta.
Non.
Esiste.
La.
Posta.
sì, avete capito bene.
Per dire: nelle case ci son mica le caselle della posta. No. Nemmeno nei palazzi, per dire.
Perchè?
Perchè in Colombia NON ESISTE LA POSTA.
E occhei.
Però ci sono una serie di aziende tipo Dhl e simili che più o meno (e a costi assurdi), fanno più o meno quel servizio lì.
Il punto è che in Colombia le cose semplici o facili non esistono.
Allora vabbè, cerco di sintetizzare:
-i miei vanno in posta (in Italia) e spediscono il pacco.
- passano 20 giorni, niente all'orizzonte.
- finalmente arriva una lettera all'indirizzo in cui sarebbe dovuto arrivare il pacco.
- la lettera dice: devi pagare 18.000 pesos (circa 10 euro) e dopo chiami questo numero e dopo prepari questi documenti e noi ti portiamo il pacco a casa.
- occhei, ti dici.
- vai in banca per pagare i 18.000 pesos.
- ma in banca ti dicono che lì non li puoi pagare, devi andare nella tal altra banca.
- allora vai nella tal altra banca.
- solo che i computer al momento non vanno.
- allora tu aspetti, sperando che i computer ricomincino a funzionare.
- finalmente i computer funzionano e tu paghi i 18.000 pesos.
- componi il numero che c'è sulla lettera e una voce registrata ti dice che il numero è inesistente.
- allora cerchi in internet e trovi un altro numero.
- chiami il numero trovato in internet e una signorina gentilissima ti dice che devi chiamare un altro numero.
- allora tu chiami un altro numero.
- finalmente ti risponde la persona giusta e ti accordi sul giorno di consegna a domicilio del pacco in questione.
- dopodichè preghi ardentemente che quel giorno vada tutto liscio.
il giorno in questione è questo sabato.
se va tutto bene e riesco finalmente a mettere le mani sui miei libri, credo farò due cose:
mi informo sul santo protettore delle spedizioni e accendo un cero, ringraziando, già che ci sono, di avermi preservato dal (quasi inevitabile) esaurimento nervoso che una trafila di questo tipo avrebbe potuto produrre nella sottoscritta; dopodichè, con le energie rimaste vi racconto di quella volta, poche settimane fa, in cui ho dovuto fare il visto per venire qui a lavorare.
[consiglio: se a qualcuno di voi (25 lettori eccetera eccetera) venisse mai l'idea di spedirmi qualcosa, il mio spassionato consiglio è: o mi procurate dello xanax oppure, per favore, cominciate da subito ad addestrare piccioni viaggiatori, non vedo altre possibilità, al momento]
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