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sabato 6 luglio 2013

Le despedide.

Ragazzi, qui stasera grande festa per la nostra despedida.
Non so cos'hanno organizzato, esattamente.

So solo, di certo, che ci sarà un milionerrimo di gente e che le lacrime, che ho trattenuto eroicamente stamattina, alla consegna delle pagelle, le verserò tutte stasera, credo.
Meglio.

Così quando giovedì andrò in aereoporto non me ne saranno rimaste da piangere.
Perché, scrivevo qualche giorno fa, lasciare  le cose è difficilissimo.

E non intendo allontanarsi dalle cose.
Intendo: lasciarle.
Lasciarle per sempre.
O fino a quando non sai, che è come per sempre.
Allontanarsi è difficile.
Lasciarle è difficilissimo.

Le cose sono: L, S., M., J.... gli abbracci di I, Juliana e le caramelle, la chitarra di B., perfino la sveglia delle cinque e mezza, il cielo, i fili dell'elettricitá, lo spigolo del tavolo in sala, cose così.

Guardare le cose con dentro la parola addio è una cosa che fa del male vero.

Io mi ricordo una volta, che ero alla scuola materna e avevo un amico e poi se n’è andato a vivere in Francia con la sua famiglia.
Avevo 4 o 5 anni e ho continuato a chiedere a mia madre perché Paolo non veniva più a scuola.
Tutte le mattine speravo di vederlo entrare dal cancello, anche se tutti mi ripetevano che era in Francia.
e la Francia è lontana.

Dire addio alle cose e alle persone è una cosa che dopo, per mesi, guardi il cancello.
anche se sai che la Francia è lontanissima.
e che Paolo non arriverà.

Seguiranno racconti e aggiornamenti, se i singhiozzi non me lo impediranno.
Stay tuned!

giovedì 27 giugno 2013

Money (cit.)

Questi qui sotto sono i pesos colombiani:
Nell'ordine: 50.000 pesos, 20.000, 10.000, 5.000, 2.000.

Poi ci sarebbero le monete che sono rispettivamente da 500 pesos, 200, 100 e 50.

Immagino esistano anche tagli da più di 50.000 pesos, ma io non le ho mai viste.

In generale, 50.000 pesos è già un taglio piuttosto grande: se paghi un taxi con un 50.000 pesos, ad esempio, in genere il taxista non le accetta e ti chiede se non hai gli spicci.

Alla data odierna 1 euro vale tipo 2000 pesos, vabbè, all'incirca.
Cioè, praticamente è come ragionare ancora in lire, più o meno.
50.000 pesos sono circa 25 euro, un po' meno, in realtà.

Questo significa che quando trasferirò i soldi che ho guadagnato qui in pesos (pochini, la verità), trasformati in euro diventeranno ancor meno.

Voglio dire: non sono diventata ricca.
Poi vabbè, ci sono cose qui che costano molto meno che in Italia. (Vedi sigarette), altre invece ugguale.

No, così, magari ve lo stavate chiedendo.


mercoledì 26 giugno 2013

Parking

Vi ho già parlato dei parcheggi?
No?

Ah, Bhe.
Allora è ora, direi.

I parcheggi:
Come potete osservare dall'immagine, in Colombia i parcheggi non ammettono approssimazioni.

Se per caso entri in un parcheggio (non necessariamente di quelli a pagamento, eh) e osi parcheggiare la macchina, mettiamo, banalmente, con il muso, diciamo, verso il fondo del parcheggio (cioè, tipo verso il muro), invece che verso l'esterno...non passeranno più di dieci secondi prima che qualcuno (anche un passante, eh, chevvicredete, mica necessariamente un addetto al parcheggio) vi faccia gentilmente notare che quello non é il modo di parcheggiare...e che, insomma, sarebbe gradito se voleste rifare civilmente il parcheggio.

No, dico, ma di cosa stiamo parlando???

lunedì 24 giugno 2013

Pulci, sí, capito bene: pulci.

È qualche giorno che avverto pruriti poco simpatici sulle gambe, sparsi.

Quando ho controllato mi sono accorta di avere delle minuscole punture d'insetto, molto simili a quelle lasciate dalle sompatiche zanzare.

Solo che qui a Bogotà le zanzare praticamente non esistono, perché fa troppo freddo per loro.

Ho chiesto in giro.

"Punture di Pulci", mi hanno detto.
"Pulci???", ho domandato con tono incredulo, sbalordito e decisamente schifato.

Già, pulci.

Chè, diciamola cosí, un taxi, a Bogotà, non è esattamente il luogo più igienico del globo...

giovedì 20 giugno 2013

indovinello


indovinate un po' a cosa potrebbe riferirsi il video qui sopra...
indizio: è una cosa di cui parlo da...settimane.

mercoledì 19 giugno 2013

Maturità t'avessi preso prima.(cit.)

Stamattina ho aperto gli occhi e la prima cosa che ho fatto (cinque e mezza del mattino, vi ricordo, prima ancora di bere il caffè) è stata precipitarmi su internet a vedere almeno i titoli, gli argomenti, dello scritto di italiano della maturità.

Ho una 20ina di ex studenti italiani che ci si stavano cimentando, e quindi.

Oh, non so. Non ho ancora letto i documenti, ma uno sguardo hai titoli mi ha leggermente terrorizzato: mi sono sembrati difficilissimi.
Spero fosse un impressione sbagliata.
E ancora di più spero siano riusciti a dare il meglio di sè.

Per quel che può valere, li ho pensati fortissimo uno ad uno.

martedì 18 giugno 2013

periodo ipotetico dell'impossibilità

vorrei tanto dirvi che ora abbiamo l'acqua calda.

vorrei proprio tanto.
ma tanto tanto, eh.

vorrei scrivere un post su quanto può essere bello accorgersi delle piccole cose che quotidianamente diamo per scontate, quando vengono a mancare. e di quanto si riapprezzano infinitamente, quando poi, finalmente, ce ne riappropriamo...

avrei proprio voluto.
dopo 4 settimane mi sembrava anche che fosse arrivato il momento, insomma.

invece no.
niente.

che poi.
si vive anche senza acqua calda, voglio dire.
non è quello il problema.

il problema è la speranza continuamente disillusa.
quello, sì, taglia le gambe.

la tizia che ti dice: non si preoccupi, oggi vengono a ripararla.
(da quattro settimane, tutti i giorni)
e tu tutti i giorni ci credi, ci speri, ti illumini nella consapevolezza che, finalmente, stasera laverai i piatti con una temperatura accettabile.
o potrai fare una lavatrice senza andare a chiedere ai vicini, cose così, minuscole, ma tanto confortanti.
invece arrivi a casa e
NIENTE
è
SUCCESSO.

è questo, che è snervante.
le promesse mancate uccidono.

sabato 8 giugno 2013

Oggi siamo tornate a monserrate.
Con gli alunni (alcuni) di terza media, chè l'esame si avvicina ed è il caso di chiedere la grazia, io credo.

E vabbè.
L'ultima foto che vedete qui sotto è una confezione di formiche.
Fritte.
Qui le mangiano.
Antonella mi ha praticamente costretto a mangiarne una.

Non vi dico il bleah assoluto che mi ha invaso.
Only the brave.









venerdì 31 maggio 2013

Che quando sono andata in centro a cercare il regalo per Juli, siamo entrati in posti (ce n'erano a decine) pieni di cose così.

W il Sudamerica.



giovedì 23 maggio 2013

Elaborazioni del lutto

Oggi arriva ggggiulia.

Ggggiulia non so chi è.
So solo che si chiama Giulia, è italiana ma studia negli stati uniti e deve fare tipo uno stage o un corso, non ho capito, di tre settimane, qui a Bogotà. Non so su cosa.

Comunque.
Noi la ospitiamo.
Va bene.

Stanotte ho sognato che ggggiulia arrivava, io mi svegliavo, cercavo un paio di mutande e scoprivo che ggggiulia mi aveva rubato tutti i vestiti e li aveva buttati via.

Evidentemente la mia psiche sta ancora elaborando il lutto del Mac perduto.
Speravo il mio post di ieri avrebbe avuto un effetto catartico più deciso ed efficace.

Vabbè.
Speriamo non duri troppo, tutto il processo.
Non vorrei fare del male alla povera ggggiulia nel sonno.

lunedì 20 maggio 2013

il mio debutto in società

forse non è molto leggibile, ma come potete vedere qui sotto ho ricevuto un invito ufficiale dall'ambasciata italiana per un pranzo esclusivo, solo per residenti italiani a Bogotà, che si terrà in data 31 maggio 2013.

roba che mi sono immaginata immediatamente scene da Anna Karenina, per dire, con tacchi vertiginosi e vestiti ampi e ottocenteschi.

R.S.V.P.

mercoledì 15 maggio 2013

oggi è il "dìa de los profesores"

cioè, il giorno dei professori.
mi chiedo com'è che sono a scuola, allora, invece che essere a casa nel mio letto a riposare.

detto questo.
un professore si accorge di essere alla frutta quando:
arriva la segretaria e ti dice che devi fare una supplenza e tu, al posto di sacramentare, esulti, perchè così hai un'ora in più per finire il programma.

(veroveramente)

giovedì 14 marzo 2013

Permanenza ottica

Mi hanno spiegato questo fenomeno fisico che si chiama "permanenza ottica", che sostanzialmente è quell'effetto per cui, quando guardi il sole, per un po' di tempo, dopo, continui a vedere il circolo rosso anche quando guardi qualcos'altro.

Su questo fenomeno sono anche costruite una serie di effetti ottici o illusioni, insomma.

La cosa interessante è che questo effetto dice esattamente di come siamo fatti, strutturalmente, non solo fisicamente: quando il tuo occhio si imbatte in qualcosa, di reale, la sua immagine permane nel tempo, anche fisicamente, sulla retina.
Questa cosa, anche dal punto di vista esperienzale, quotidiano, è interessantissima: significa che quello che vediamo, la cosa su cui puntiamo lo sguardo, in qualche modo, rimane anche quando sposti gli occhi su qualcos'altro.
Quando vedi, vivi, ti imbatti in qualcosa, quella è un'esperienza di non ritorno: influirà anche su quello che guardi dopo.

Per questo, ho pensato, è tanto importante la bellezza.
Se uno punta lo sguardo su cose belle, dopo, è impossibile non cominciare a tenerne conto sempre.

lunedì 11 marzo 2013

sudado




ok, cosa vi devo dire, sono giorni di pranzi, cene, inviti.
questo qui sopra è il Sudado, so che il nome non sembra un granchè ma si chiama così sostanzialmente perché la carne come anche il mais come anche le patate e il resto vengono cucinati bolliti. ce l'ha preparato la nostra collega di spagnolo che ieri ci ha invitato a pranzo, che ci abbiamo messo tipo un'ora e mezza ad andare a casa sua, coi mezzi, dato che abita dall'altra parte della città e qui questo può significare stare in autobus anche una o due ore di filata.
detto questo, è stata accoglientissima ed era tutto buonissimo.

mercoledì 6 marzo 2013

Olimpiadi di italiano

Oh, allora noi qui tra pochissimo partecipiamo a questa competizione internazionalissima che sono le olimpiadi di italiano.

Che sono come quelle di matematica, più o meno, peró sono di italiano, insomma.
E sono individuali e non per classi.

E niente.
Ovviamente chi volete abbia vinto il premio di organizzare per il mio collegio tale mirabolante ed entusiasmante avventura?
Vi risparmio (semplicemente perché non ho tempo) le rocambolesche avventure che ci hanno portato qui, in quest'aula computer, con una decina di studenti colombiani che proveranno a rispondere correttamente a domande di fonetica, ortografia, grammatica e sintassi italiane.

E vinca il migliore, insomma.


martedì 5 marzo 2013

La mattina quando arrivo a scuola assisto sempre a questa scena, che per me è un po' assurda:
la gente arriva con i capelli sempre tutti bagnati. Ma fradici, eh. Anche i bambini, per dire: grondanti.

Che io mi chiedo come fanno a non prendersi una broncopolmonite al giorno, per esempio.

Oppure, quando vado in piscina a nuotare, io sono sempre l'unica col fon, ad asciugarmi i capelli.
Che i colombiani non lo fanno.
Nessuno si asciuga i capelli, qui.

Io è una cosa che non capisco proprio.
Mi sembra da matti.

Sto facendo un'indagine per capire se hanno un buon motivo.

Non sono sicura di voler davvero sapere il risultato, peró.

venerdì 1 marzo 2013

Via il mal di denti, dentro il mal di testa.

Devo avere qualche problema dal collo in su.

(Sempre sospettato, io, che la mia testa fosse problematica)

mercoledì 27 febbraio 2013

Dal tramonto all'alba (cit.)

Anche il fatto che l'alba e il tramonto quasi non esistono, mi accorgo, ora, è destabilizzante.

Cioè: apro gli occhi alle cinque e mezza ed è buio pesto.
Il tempo di bere il caffè e lavarmi i denti (cosa a cui presto particolare attenzione, ultimamente) ed è pieno giorno.
Pieno proprio, col sole (se non piove) già alto, insomma.

Ma vabbè, questo sarebbe il meno, che tanto la mattina non è che ho la forza di accorgermi più di tanto delle cose.
È il tramonto, che mi manca.
Quel lento passare dal giorno alla sera alla notte.
Quello scolorire leggero della luce e dei colori, che è dolce e ti accompagna piano verso il riposo.
È questo che mi manca.
Arrivare a casa alle sei, che la luce c'è ancora tutta e dopo meno di mezz'ora ritrovarsi nella notte scura scura...questo,  mi accorgo dopo alcuni mesi, mi è faticoso.

Come ricevere un pugno forte sulla testa.
Non è un dramma, no.
Però è un fastidio.
Hai sempre l'impressione che qualcuno ti abbia tolto il tempo da sotto i piedi, trafugandolo invisibilmente.

Rimane sempre un po' l'impressione di un furto.

martedì 26 febbraio 2013

Antifrasi

Ieri sera sono andata dal dentista per l'ennesima volta negli ultimi 10 giorni.
Mi ha pulito il cratere, mi ha messo una spugnetta per tapparlo e mi ha fornito di una simpatica siringa per pulirlo bene dopo che mangio.

Ovviamente io ho avuto la simpatica idea di andare a nuotare e nel giro di due ore la spugnetta l'ho inghiottita senza quasi nemmeno accorgermene e amen.
Mi accontenterò della siringa e speriamo che sia sufficiente per far passare tutto sto casino che va avanti da giorni.

Detto questo.
Stamattina sarebbe proprio facile paragonare lo strazio dentistico che mi sto trascinando da giorni alla situazione politica italiana.
Troppo facile.
Dunque non lo faró.
Davvero.
Promesso.

(Antifrasi).

lunedì 25 febbraio 2013

Ad esempio io ero arrivata a sabato sera che non ne potevo più di niente, letteralmente.
Che, tra il dente che mi faceva (mi fa) ancora male e la consegna delle pagelle la mattina (del sabato) (alle sette del mattino, sigh) e la settimana infernale che era trascorsa e insomma, un po' di cose, io alla fine ero arrivata a sabato sera che desideravo solo due cose: che l'analgesico facesse effetto e andare a letto il prima possibile.

Invece avevamo gente a cena, che li aveva invitati Irene, una coppia giovane, con quattro bambine piccole, la più piccola aveva 6 mesi, le due più grandi che sono gemelle fanno la quinta elementare.
Per dire.
Non è che facessi proprio i salti di gioia, ecco.
Che avrei solo voluto starmene serena e tranquilla.

Invece.
Invece poi è successo che loro erano incredibili e sentirli parlare della loro famiglia e vedere come si trattavano tra loro e come stavano con le loro 4 figlie...insomma...mi ha commosso e sorpreso e niente.
Alla fine della serata ero proprio contenta di averli conosciuti e di essere stata del tempo con loro.

Per dire quello che può succedere anche quando non ti aspetti niente.

Per dire come la realtà sia capace di sorprenderti, sempre.

Per dire come le cose consolino anche quando non ce lo aspettiamo.

Per dire.

(Poi, vabbè, se il dente facesse meno male sarei anche più serena, eh, che sto cominciando a stufarmi, sinceramente.)