Rimanere commossa, ma proprio commossa, in una sola semplice, lunghissima, terrificante, faticosissima, interminabile, giornata (di ieri) da:
- Juliana che mi aveva detto: domani non vengo a scuola, forse, perché operano mio cugino alla gamba. E io che le avevo detto: se domani non vieni, mi mancherai. E credo che se rimani a casa solo perché sei preoccupata ti perdi il meglio, perché la preoccupazione è comprensibile, ma non farà andare meglio o peggio l'operazione, mentre se tu domani a scuola vieni, tutto quello che vivi sarà un guadagno. Lei che il giorno dopo viene a scuola e mi dice: prof, non potevo non venire se c'era lei che mi aspettava.
- una telefonata via Skype bellissima, bellissima proprio, con un amico che poi c'erano anche degli altri amici ed è stata una sorpresa bellissima e dirsi le cose più vere che si vivono, in pochi minuti, anche con la connessione che fa schifo e, alla fine, capire che non sto perdendo niente ma sto guadagnando tutto cento volte tanto.
- Santiago (un mio alunno di terza liceo) che ieri sera mi scrive una mail per dirmi: sa, prof, a me piace scrivere e scrivo delle cose e non é che per caso domani posso portargliele e lei se a voglia le legge e mi dice cosa ne pensa? Sentire il cuore che fa le capriole perché la bellezza salverà il mondo (cit.) e io ho l'illustre privilegio di lavorare al Suo servizio tutti i sacrosanti benedetti giorni.
Oh, tutto questo in un giorno solo.
Poi ci son quelli che hanno il coraggio di dire che non succede mai niente, ma tu pensa, che assurdità.
giovedì 29 novembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
e-book vs cartaceo
Finalmente, dopo mesi costretta a leggere sull'ipad, finalmente - dico - ho di nuovo tra le mani un libro di carta stampata.
Primo perchè il mio ipad è ancora in convalescenza in Italia (torna questo fine settimana), secondo perché una ragazza italiana che ha vissuto qui 4 anni e ora torna in Italia ha messo in vendita tutti i libri che non poteva riportarsi a casa e quindi, finalmente, ho potuto comprare un libro, in italiano, con le pagine la copertina e tutto quanto, che era una cosa che mi mancava tantissimo ma proprio tantissimo, che lo sapete che io coi libri e così via.
Quindi ora sto leggendo un libro con le pagine.
Che poi, a dire la verità, non è che gli e-book siano poi così male: sono comodi, costano meno e ci si abitua, occhei.
Però vuoi mettere la carta tra i polpastrelli delle dita? L'odore dell'inchiostro stampato? le orecchie (piccolissime) per tenere il segno? La matita (leggera) con cui sottolineare una frase o un passaggio?
Quindi sono felice.
Primo perchè il mio ipad è ancora in convalescenza in Italia (torna questo fine settimana), secondo perché una ragazza italiana che ha vissuto qui 4 anni e ora torna in Italia ha messo in vendita tutti i libri che non poteva riportarsi a casa e quindi, finalmente, ho potuto comprare un libro, in italiano, con le pagine la copertina e tutto quanto, che era una cosa che mi mancava tantissimo ma proprio tantissimo, che lo sapete che io coi libri e così via.
Quindi ora sto leggendo un libro con le pagine.
Che poi, a dire la verità, non è che gli e-book siano poi così male: sono comodi, costano meno e ci si abitua, occhei.
Però vuoi mettere la carta tra i polpastrelli delle dita? L'odore dell'inchiostro stampato? le orecchie (piccolissime) per tenere il segno? La matita (leggera) con cui sottolineare una frase o un passaggio?
Quindi sono felice.
martedì 27 novembre 2012
no season
C'è questo aspetto che comincia a pesarmi: la mancanza delle stagioni.
Non esistono inverno, primavera, autunno o estate, in Colombia.
All'equatore niente stagioni.
Non ce la fanno, ad esistere.
La temperatura può anche cambiare parecchio nel corso della giornata.
Se esce il sole può anche far caldo e si sta in maglietta. Ma se arriva una nuvola possono servire anche sciarpe e calze di lana. Io, per dire, ho quasi sempre su un maglione di lana.
La notte si dorme col piumone, anche se nelle case il riscaldamento non esiste proprio.
Però le stagioni, quelle: assenti. Non pervenute.
Comincia a mancarmi l'inverno alle porte, la promessa dell'estate poi, il desiderio di nuovo del freddo ancora poi.
Da mesi, da quando son qui, sembra di essere sempre in un autunno indeciso e senza foglie secche che non ha la forza per trasformarsi in nient'altro.
I giorni sembrano uguali, identici, fortuna che ogni tanto piove.
E che le cose accadono.
Per cui non ti sbagli: lo sai che il tempo sta passando.
Però non avete idea della tenerezza e dello struggimento, ieri, quando una mia alunna mi ha detto di non aver mai visto la neve. Cioè, di non averla mai vista cadere.
Che dico: non si conosce la poesia fin quando non si vede la neve cadere.
Mi sbaglio?
No, che non mi sbaglio.
Non esistono inverno, primavera, autunno o estate, in Colombia.
All'equatore niente stagioni.
Non ce la fanno, ad esistere.
La temperatura può anche cambiare parecchio nel corso della giornata.
Se esce il sole può anche far caldo e si sta in maglietta. Ma se arriva una nuvola possono servire anche sciarpe e calze di lana. Io, per dire, ho quasi sempre su un maglione di lana.
La notte si dorme col piumone, anche se nelle case il riscaldamento non esiste proprio.
Però le stagioni, quelle: assenti. Non pervenute.
Comincia a mancarmi l'inverno alle porte, la promessa dell'estate poi, il desiderio di nuovo del freddo ancora poi.
Da mesi, da quando son qui, sembra di essere sempre in un autunno indeciso e senza foglie secche che non ha la forza per trasformarsi in nient'altro.
I giorni sembrano uguali, identici, fortuna che ogni tanto piove.
E che le cose accadono.
Per cui non ti sbagli: lo sai che il tempo sta passando.
Però non avete idea della tenerezza e dello struggimento, ieri, quando una mia alunna mi ha detto di non aver mai visto la neve. Cioè, di non averla mai vista cadere.
Che dico: non si conosce la poesia fin quando non si vede la neve cadere.
Mi sbaglio?
No, che non mi sbaglio.
lunedì 26 novembre 2012
Per la cronaca: il film si chiamava Argo e secondo me val la pena.
Ovviamente con la solita boria americana di fondo, ma racconta la storia vera di questi sei americani che fuggono dall'ambasciata presa d'assalto dai rivoluzionari fondamentalisti islamici in Iran, durante gli anni settanta.
Roba che ti tiene incollato alla sedia, insomma.
Val la pena.
Poi c'è Ben Affleck con la barba incolta e i capelli lunghetti che insomma, diciamocelo, ecco.Ci siamo capiti.
Ovviamente con la solita boria americana di fondo, ma racconta la storia vera di questi sei americani che fuggono dall'ambasciata presa d'assalto dai rivoluzionari fondamentalisti islamici in Iran, durante gli anni settanta.
Roba che ti tiene incollato alla sedia, insomma.
Val la pena.
Poi c'è Ben Affleck con la barba incolta e i capelli lunghetti che insomma, diciamocelo, ecco.Ci siamo capiti.
domenica 25 novembre 2012
Lo so che due volte in quindici giorni sembra quasi esagerato, dato che erano mesi che stavo a bocca asciutta.
Ma stasera torno al cinema.
Vado a vedere Ben Affleck.
Forse stavolta è un film vero.
evvai.
Ma stasera torno al cinema.
Vado a vedere Ben Affleck.
Forse stavolta è un film vero.
evvai.
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