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lunedì 1 luglio 2013

Mariquita

allora siamo tornati, eh.
sani e salvi nonostante i serpenti e i ragni neri con le zampe gialle e grandi come una mano che decoravano la foresta in cui siamo andati a fare una passeggiata ieri mattina.

ovviamente io giravo cosparsa d'autan (quello apposta per le bestiacce tropicali) e avevo delle guardie del corpo (ho la fobia dei ragni. i serpenti, passino...ma i ragni non ce la faccio proprio, soprattutto se superano la misura legale).

comunque, come potete vedere dalle foto, caldo tropicale (che praticamente è sinonimo di mortale, perchè il tasso d'umidità è tipo del 110%), ma posto splendido: tanta tanta natura (anche troppa, per i miei gusti), cascate comprese.

poi nel posto in cui eravamo c'era, grazie a Dio la piscina.

ah, ovviamente in quei posti lì l'acqua calda non esiste.
cioè: tipo che entri nella doccia e c'è proprio una sola manopola, che serve a far uscire l'acqua punto.
fredda.

è che fa così caldo che l'acqua calda diventa (a parere della popolazione locale, quanto meno) fastidiosa e superflua.

no, bhe, ci siamo divertiti.

io sono stanca morta e mi aspetta un'altra settimana a scuola, con la solita simpatica sveglia alle cinque e mezzo del mattino.
ma a parte questo tutto bene.


venerdì 28 giugno 2013

Ultimo giorno di scuola (finalmente)

Eccoci giunti alla fine.
Finalmente.

(La fine, si potrebbe vedere la fine? - cit.)

Oggi, ultimo giorno di scuola (per i ragazzi, chè noi invece ci tocca ancora tutta la prossima settimana di riunioni e p**** varie).

Quindi, oggi, grande festa con canti, balli, recitazione, varie ed eventuali (vedi foto qui sotto).

Questi sono pazzi, comunque: vanno a scuola fino a fine giugno e ricominciano tipo il 20 di agosto. No, vabbè, no comment, please.

Domani, dato che tanto siamo tutti quanti freschi e riposati, vero?, partiamo e andiamo a fare tre giorni di convivenza, fino a lunedì, con alcuni dei ragazzi del liceo e alcuni professori, chi voleva.

Andiamo in un posto che, manco a dirlo, (ferunt) è caldo come l'inferno e pieno di zanzare.
Però pare ci siano delle bellissime cascate.

Se sopravvivo anche a questa poi vi racconto.

Ah, e più tardi la rettrice ci porta tutti a pranzo in un posto dove, dicono, si mangia super.

(Grazie, spettabile Dio, di aver inventato il buon cibo)

martedì 25 giugno 2013

Grado


Grado

Ieri,infine, abbiamo avuto gli ultimi colloqui orali dell'esame di terza media.

A seguire, quattro simpaticissime ore di scrutinio, documenti da compilare, verbali, firme da apporre eccetera, tutti quanto il teatrino, insomma.

Poi, alla fine fine fine, la cerimonia di consegna del diploma, che qui ci vanno matti per quelle cose lì.
Per cui: inno nazionale colombiano, inno nazionale italiano, inno della scuola, discorso del vice ambasciatore, discorso della rettrice, discorso della commissaria, discorso della coordinatrice, discorso di un rappresentate degli studenti, consegna dei diplomi, video con foto tenerose etc etc preparato dalle famiglie dei ragazzi, foto ufficiali e ufficiose divisi per gruppo e , ovviamente, quando sono riuscita a raggiungere il tavolo degli aperitivi era ormai finito tutto.

Detto questo, i ragazzi erano bellissimi: tutti pettinati e vestiti eleganti, i maschi con la cravatta e le ragazze con la manicure e i tacchi eccetera.

E, com'era ormai assolutamente prevedibile, io mi sono commossa.

(Fortuna che l'altro giorno avevo fatto scorta di cleenex)


sabato 22 giugno 2013

L'altra cosa che succede quando fai la commissaria in un esame è che ti commuovi ogni cinque minuti.

Una cosa terrificante proprio.

chè il punto è che, quando prendi coscienza che quellilì, ciascuno di quellilì è tuo (come raccontavo qualche giorno fa), tuo e basta, quando ne prendi coscienza è finita.
cioè, proprio non hai più nessun controllo su nessuna parte delle tue emozioni.

per cui, ad esempio, quando ieri Juan Sebastian ha finito di illustrare la sua tesina e, alla fine del power point, c'era una scritta in cui ringraziava tutti i suoi professori ma, in maniera particolare "la prof. benedetta e la prof. ilaria che mi hanno sempre sostenuto e aiutato"...vabbè, chevvidevodire, non ce la si fa, a non commuoversi.

ma anche per molto meno, eh.
basta vederne anche solo uno di loro che risponde in maniera corretta a una domanda.
o in difficoltà.
o timidi e impacciati.
o al contrario, sicuri e spavaldi.

insomma, in qualsiasi condizione si trovino, quellilì, che ormai sono tuoi e basta, lo sono per sempre, e tu lo sai...questa cosa ti scartavetra il cuore anche al solo guardarli.
è una roba impressionante e contro la quale non puoi fare proprio niente, se non arrenderti all'evidenza di quale spettacolo sia poter assistere al diventare grandi, in modi tanto diversi, di ciascuno di loro.

ora vado a comprare dei cleenex, scusate.

mercoledì 19 giugno 2013

Maturità t'avessi preso prima.(cit.)

Stamattina ho aperto gli occhi e la prima cosa che ho fatto (cinque e mezza del mattino, vi ricordo, prima ancora di bere il caffè) è stata precipitarmi su internet a vedere almeno i titoli, gli argomenti, dello scritto di italiano della maturità.

Ho una 20ina di ex studenti italiani che ci si stavano cimentando, e quindi.

Oh, non so. Non ho ancora letto i documenti, ma uno sguardo hai titoli mi ha leggermente terrorizzato: mi sono sembrati difficilissimi.
Spero fosse un impressione sbagliata.
E ancora di più spero siano riusciti a dare il meglio di sè.

Per quel che può valere, li ho pensati fortissimo uno ad uno.

lunedì 17 giugno 2013

notte prima degli esami (cit.)

Se di lavoro fai la professoressa e alla fine dell'anno ti tocca fare la commissaria agli esami, questa è proprio una cosa bellissima.

cioè. è difficile, stancante, stressante e tutto il resto, certo, chi dice di no.

però è proprio bello.
innanzitutto perché ti ribalta tutto.

cioè, voglio dire: quei ragazzi lì, quelli contro i quali fino al giorno prima hai inveito, sbraitato, scagliato gomme. quelli che hai massacrato di insulti, arrabbiature, voti infami, note.
quelli che ti hanno dato del filo da torcere, che ti hanno deluso, stancato, stressato...
quellilì, insomma, che fino al giorno prima erano solo i tuoi alunni...
dal giorno che cominciano l'esame diventano tuoi e basta.

sono tuoi in un modo in cui lo erano anche prima, ma l'esame lo fa diventare evidente in un modo imbarazzante.

sono tuoi anche quelli che ti stanno antipatici, quelli che non hanno mai studiato, quelli che "potrebbero dare di più ma non si applicano", quelli che non stavano mai zitti, quelli che cercavano di fregarti, che non facevano i compiti, che copiavano nelle verifiche.

sono tuoi e basta, punto.

e tu ti ritrovi a fare il tifo per loro, per ciascuno.
ti ritrovi a girare tra i banchi alla ricerca di errori da correggere di nascosto dal presidente di commissione, di suggerimenti da dare, di sorrisi incoraggianti da sfoderare...

e quando si corregge ti ritrovi a valorizzare ogni virgola, ogni parola che anche solo minimamente abbia dentro un respiro buono, e tiri fuori dalla memoria gesti, episodi, fatti, anche minuscoli, a testimonianza del bene che sono, che c'è in loro, anche nel "peggiore" di loro, anche di quello che ti ha fatto penare fino al secondo prima. anzi, se è possibile, quellilì, i peggiori, sono ancora più tuoi degli altri.

insomma, è una cosa bella, questa, perchè è come se, finalmente, dopo tutto il tempo in cui li hai accompagnati, diventasse evidente lo scopo: non li hai accompagnati perché fossero perfetti, nemmeno perché fossero migliori e, tutto sommato, nemmeno (solo) perchè imparassero delle cose.

li hai accompagnati perchè ci sono, e sono stati affidati a te.
e questa è l'unica ragione sufficiente per volergli bene e sostenerli fino all'ultimo, al di là dei meriti.

e basta.


martedì 11 giugno 2013

paella e sangria

ieri sera Juan Camilo ci ha invitato a cena ed ecco il risultato: paella e sangria in quantità pantagrueliche.

una meraviglia assoluta.

e hanno fatto tutto loro, eh.





sabato 8 giugno 2013

Oggi siamo tornate a monserrate.
Con gli alunni (alcuni) di terza media, chè l'esame si avvicina ed è il caso di chiedere la grazia, io credo.

E vabbè.
L'ultima foto che vedete qui sotto è una confezione di formiche.
Fritte.
Qui le mangiano.
Antonella mi ha praticamente costretto a mangiarne una.

Non vi dico il bleah assoluto che mi ha invaso.
Only the brave.









mercoledì 5 giugno 2013

Per la cronaca

Si avvicina l'esame di terza media (che, per la cronaca, inizia il 15 giugno, che, per la cronaca, è un sabato e dunque teoricamente sarebbe festivo e che per di più, per la cronaca, è pure il giorno del mio compleanno).

In questi giorni sono dunque sommersa di tesine da correggere e stiamo facendo il ripasso.
Non c'è giorno che passa in cui, nel fare questo, non mi vengano in mente i miei studenti italiani, di quinta, che si stanno apprestando ad affrontare la maturità e che, se non fossi venuta qui, avrei potuto accompagnare da vicino e invece no, mi tocca guardarli da lontano.

E mi sorprende scoprire il bene vero che posso volere a qualcuno così da lontano, senza fare assolutamente nulla di concreto, apparentemente, per lui.

Mi sorprende vedere come il bene che voglio a chi è lontano intensifichi e renda più vero il bene per quelli che invece ho a fianco tutti i giorni.
E viceversa.

È proprio una cosa dell'altro mondo, questa.

giovedì 30 maggio 2013

Tempo di grazie

Stamattina arrivo a scuola e mi si avvicina Luis Camilo.

Mi dice: guarda.
E mi da questo:

Inizialmente lo guardo e non capiso, poi lo apro e questo libro diventa un regalo per me.

Con una dedica bellissima che dice:
"I professori influenzano l'eternità; nessuno puó dire fin dove può arrivare la loro influenza" (H.B. Adams)

E di seguito:
" grazie per tutto. Quello che ho imparato quest'anno con lei non si limita alla classe.
Con tutto l'affetto del mondo, 
Luis Camilo.

Perché lei abbia sempre con sè un pezzetino di Colombia"

Ora.
Non so se questo è il mese ufficiale della gratitudine nei confronti dei professori o che.
Ma, nel caso, bisognerebbe istituirlo anche in Italia.

mercoledì 29 maggio 2013

Una volta all'anno (se va bene)

Ieri mi é successa una cosa che in genere, all'insegnante medio, accade tipo 1 volta all'anno (se va bene).

O comunque, magari ad altri succede più spesso, non so, insegnanti migliori di me (quasi tutti), però, insomma, a me accade circa con quella scadenza lí (una volta all'anno, forse, se va bene).

Il fatto è il seguente: finisco una lezione in terza media, su Uomo del mio tempo, di  Quasimodo.
Alla fine della lezione, mentre sto sulla porta ad aspettare il collega che sarebbe entrato dopo di me, Isabella mi si avvicina e, quasi sotto voce, come vergognandosi, mi sussurra, tutto in un soffio: "grazie prof, ha fatto una lezione bellissima".

Quando questo accade (una volta l'anno, forse, se va bene) io rimango sempre a bocca aperta e imbarazzata e non so mai bene come reagire.
Se dire prego o grazie anche io o non so bene cos'altro.
Così in genere alla fine non dico niente, sorrido, mi impappino e forse arrossisco anche.

Dopo, sempre (quella volta all'anno, se va bene, in cui questo succede) me ne cammino per il corridoio della scuola come volando, leggerissima e con i pensieri chiari, illuminati dalla gratitudine.

Chè il mio lavoro, spesso, è senza gratitudine. O meglio. La maggior parte delle volte è una gratitudine sommessa e invisibile, che cresce sottoterra come un tubero e in genere ci vogliono degli anni, prima che si decida a uscire allo scoperto in un germoglio verde vivo.

Ma quando invece succede così, ti senti come nella fiaba della pentola magica: semini e di colpo vien su una pianta altissima e tu, da lí in alto, sei vicinissima al cielo.

sabato 25 maggio 2013

Open day (finalmente)

ragazzi, tutto bene.
fenomenale.
grandi applausi, standing ovation eccetera.

felici tutti: genitori, alunni colleghi e anche la sottoscritta.

un grande successo.

nota di colore: ieri Diego (alunno) facendo il cret***  durante le prove rompe il vestito di scena di Daniel (che avrebbe impersonato Thomas Becket).
io ovviamente sclero, mi arrabbio e gli intimo di portarselo a casa e riportarlo sistemato e rammendato adeguatamente stamattina.

stamattina Diego si presenta con il vestito, a suo modo, sistemato.
con una pinzatrice.

no, dico, aveva fatto il rammendo dello strappo con una pinzatrice, vi rendete conto???

un grazie speciale a Juliana.

primo, perché intuendo come sarebbe andata stamattina si era portata dietro ago e filo e così ha sistemato per bene il vestito.

secondo perchè nelle settimane trascorse, ogni volta che mi incontrava, non si scordava di guardarmi negli occhi e ricordarmi, con grande convinzione: "prof, non si preoccupi, andrà tutto bene"; alcune volte rafforzava l'incoraggiamento con una porzione di orsetti gommosi.

senza di lei non ne sarei uscita viva, ne sono sicura.

venerdì 24 maggio 2013

Open day

Allora ci siamo.

Dopo settimane di estenuanti esaurimenti nervosi, domani, finalmente, open day.

Ore dieci, Bogotà, collegio Volta, barrio Usaquén.

Ovviamente siete tutti invitati.

R.S.V.P.

domenica 19 maggio 2013

un pezzo di paradiso II

Stamattina siamo andate alla festa del San Riccardo, che è una scuola di cui vi avevi già parlato (QUI), che si trova al sud, nella parte povera di Bogotà.

facevano una festa e noi siamo andati a festeggiare con loro.

ed è incredibile vedere famiglie che non hanno niente (oh, quando dico niente intendo: NIENTE), che giocano insieme con un gusto e una gioia e cantano e ballano eccetera.

insomma, è un miracolo bello e buono, ecco, sì.
lo confermo.



venerdì 17 maggio 2013

bollettino medico

per la cronaca: sono a letto con febbre e tosse.

niente di che.

ieri pomeriggio tornata da scuola avevo 38.5, che a me la febbre non viene praticamente mai.
oggi ho deciso di non andare a scuola.
stamattina al risveglio (ore 6.30) avevo 37.5
buono.

mi imbottisco di tachipirina e aspetto che passi.
cià.

giovedì 16 maggio 2013

Il bottino

Alla fine, ieri, per la "giornata del professore" ho vinto: una rosa, regalatami da un bambino di terza elementare, Juanesteban, un pacchetto di m&m's, regalatomi da Diego, due chupachups (uno nella foto non c'è perché l'ho mangiato), regalatimi da colleghi.

E, mi sa, un virus influenzale, perché é da stamattina che ho i brividi e non c'è un punto del mio corpo che non mi duola terribilmente.

mercoledì 15 maggio 2013

oggi è il "dìa de los profesores"

cioè, il giorno dei professori.
mi chiedo com'è che sono a scuola, allora, invece che essere a casa nel mio letto a riposare.

detto questo.
un professore si accorge di essere alla frutta quando:
arriva la segretaria e ti dice che devi fare una supplenza e tu, al posto di sacramentare, esulti, perchè così hai un'ora in più per finire il programma.

(veroveramente)