sabato 24 novembre 2012

Allora stamattina eravamo a scuola a consegnare i pagellini di metà quadrimestre.

Nella scuola in cui lavoro non c'è l'orario di ricevimento dei professori.
Cioè: i genitori li incontri solo se li convochi tu. In genere si convocano i genitori dei casi particolari, cioè, in sostanza, o degli studenti che vanno male o quelli che combinano qualche casino.

Gli altri genitori non é che hai molto modo di conoscerli, quindi.

Vabbè. Dato che sono coordinatrice della seconda liceo, oggi ho finalmente conosciuto tutti i genitori degli studenti di quella classe.

E per l'ennesima volta mi sono resa conto della grandezza e dell'importanza che ha, nel mio lavoro, conoscere le famiglie dei miei studenti, di tutti.

E non è una questione di famiglie brave o cattive, normali o disastrate (oggi ho visto davvero di tutto. E anche alcune situazioni familiari veramente complicate e decisamente problematiche).

Insomma, vorrei dire: é come vedere il mare.
Conoscere i genitori dei miei studenti é come quando si vede il mare: improvvisamente si rende di un'evidenza non trascurabile che l'infinito esiste. E merita il mio sguardo.


venerdì 23 novembre 2012

La macchina del tempo



Ricordatemi di non farlo mai più: chè ieri sera siamo state a cena con un gruppo di italiane.
Stupendo, ora vi racconto.

Solo che era una sera che il giorno dopo (oggi) si lavora.
Che poi sta settimana, per giunta si lavora anche domani che è sabato (sgrunt), che abbiamo la consegna dei pagellini di metà quadrimestre.

E, dicevo, siamo uscite a cena e abbiam fatto l'una di notte.
Che tu dici: eh, vabbè, che problema c'è?
Già, dici così perchè non ti ricordi che il giorno dopo la sveglia mica è alle sette o alle otto, è alle cinque e mezza, porcamiseria. (cinque e mezza, sottolineo).
E con 10 ore lavorative di seguito a prosecuzione.

Quindi, dicevo, ricordatemi di non farlo mai più, per favore.
Che oggi sono praticamente in coma.

Detto questo.
Siamo state a cena a casa di questa giovane donna italiana con altre più o meno giovani donne italiane.
Un gruppo piuttosto eterogeneo, non ho ancora capito bene come si è formato, comunque.
La padrona di casa è di Orvieto ed ha sposato un italiano che possiede tutti i centri Figurella del sudamerica, non so se rendo l'idea.
Avreste dovuto vedere la casa.
Comunque.

Poi c'erano un'altra serie di personaggi assortiti.
Tutte donne.
Tutte italiane.

A parte il fatto che abbiamo mangiato divinamente (e fino a scoppiare).
La cosa che mi ha sopreso e impressionato era l'eterogeneità delle persone presenti: una materana, due riminesi, una cremonese, io (milanese), una romana, una orvietana, una catanese...insomma, c'era tutta Italia o buona parte.
Ed era bello e sorprendente ritrovarsi a chiedere: e tu cosa ci fai qui, in colombia, a novemilanovecentoepassa chilometri dalla tua terra, dalla tua famiglia, dalle tue origini....?

Ritrovarsi ad ascoltare risposte così diverse, così uniche.

Rendersi conto dell'unicità che è ogni persona, ogni storia, ogni cammino.

Poi vabbè, ovviamente abbiamo riso come adolescenti a un pigiama party.

E comunque, davvero, ricordatemi di non farlo mai più.
Non in settimana.

giovedì 22 novembre 2012



Qualche giorno fa mi sono resa drammaticamente conto di un fatto, diciamo, sconcertante.
Annichilente.
Decisamente tragico.

Il fatto è: la scuola qui finisce il 7 Luglio (settediluglio).
A seguito di tale data c'è un'altra settimana di simpaticissime riunioni.
Questo significa che finisco attorno al 14 di Luglio (quattordicidiluglio).
E che quindi non potrò tornare in Italia prima del 15 o 16 (almeno) di Luglio. (quindiciosedicidiluglio).

Considerando poi che:
la scuola ricomincia attorno al 20-21 di Agosto.
e che si lavora in media 10-12 ore al giorno.

Alcuni dei pensieri conseguenti che immediatamente mi hanno invaso i pensieri sono stati:
1. ora capisco perchè la Colombia è il numero uno delle nazioni produttrici ed esportatrici di cocaina.
2. porcavaccamiseriapaletta.
3. come ci arrivo, io, viva, a Luglio?
4. ma quindi questo significa che a casa ci starò, se va bene, un mese scarso???
5.porcavaccamiseriapaletta.
6. uffa.
7. non ci posso credere.
8. non farò mai in tempo a vedere tutte le persone che vorrei vedere eccetera.
9 S.P.Q.C. (Sono Pazzi Questi Colombiani -cit., ovviamente)
10 e via dicendo.

insomma, tutta una serie di pensieri così che mi hanno gettato in uno stato oscillante tra lo sconforto, la rabbia, lo sconforto, la rabbia eccetera eccetera.

Poi a un certo punto ho guardato fuori dalla finestra.
E c'era un cielo, ma un cielo, ma un cielo, che non ne avete un'idea.
E io ero triste, ma triste, ma triste e sconsolata e arrabbiata.

Continuavo a guardare il cielo e pensavo: ma come può essere che un mio pensiero sul futuro, una preoccupazione (anche giusta, eh, porcamiseriavaccapalettaeccetera), vinca, in me, davanti a una bellezza così enorme e disarmante.

Allora mi sono lasciata vincere dal cielo.
Ho spalancato gli occhi e ho guardato più forte, più a lungo e più intensamente.
Ho desiderato che la bellezza e la grandezza che vedevo vincessero.

E hanno vinto.
A Luglio ci penserò a Luglio.
E in qualche modo si farà, come sto facendo ora, un giorno alla volta, un cielo alla volta.

Nel frattempo mi sono goduta quello spettacolo meraviglioso, ho lasciato che invadesse ogni angolo dei miei pensieri.
Affidare la tristezza alle cose grandi e colorate è un buon metodo.
Me lo devo ricordare.

(poi vabbè, dovrò fare una tabella excell e chi per caso volesse vedermi quest'estate la compila con giorno e orario di disponibilità eccetera e vediamo cosa si riesce a fare, eh.  non prometto niente, porcapaletta)

mercoledì 21 novembre 2012

Le soluzioni (geniali e provvidenziali)

Sono un genio.
E sono molto amata.

Il mio devoto e amorevole iPad in questo momento é in volo.
Direzione: Italia!

Il mio amico Juan(colombiano) é partito stamattina con suo figlio per trascorrere 10 giorni in Italia: suo figlio va a trovare i nonni (materni) e lui va al matching (si scriverà così?), per lavoro.

Così il piano é il seguente: il mio iPad vola a Milano, a. lo recupera (grazie grazie grazie), lo porta a far riparare in un Apple store come si deve (grazie grazie grazie), poi lo riporta a Juan (grazie grazie grazie) , il quale lo riporta da me.

Geniale, no?
Tra 10 giorni, se tutto va bene, dovrei riavere il mio tesssssoro (da pronunciarsi in modalità gollum) tra le mie affusolate mani fredde.

Evviva.

(Ed é un'assoluta evidenza, dalle mie parti , ormai, che davvero niente succede per caso. Niente)

martedì 20 novembre 2012

Londra (Bogotà) brucia



Se cliccate  Qui trovate il video che hanno realizzato per raccontare l'esperienza di Encuentro di Villavicencio, nel llano.

Ovviamente è in spagnolo.
Ma dai, che non è difficile e si capisce.

E poi a un certo punto ci sono anche io.
E Benny.
E altri.
E siccome alla fine i video che vi avevo promesso non sono riuscita a caricarli, almeno potete vedere i balli llaneri e via dicendo.


Le possibilitá



lunedì 19 novembre 2012

Quindi alla fine ieri siamo andate al cinema.
Vabbè, la verità é che alla fine io ci sono andata solo perché mi avevano detto che nel centro commerciale in cui c'era il multi sala, c'era anche una specie di i-center, che sono i fratelli poveri degli Apple store.

Ovviamente non era vero.
Cioè sí, ma non mi hanno potuto riparare niente e mi hanno detto che devo andare a Unilago.

Definisco Unilago: centro commerciale gigantesco, che si trova al sud, solo di negozi di informatica.
Bello, eh.
Il problema é che si trova al sud, cioè: non molto vicino a casa e in una zona non proprio sicura. Inoltre è uno di quei posti in cui se non vai con un colombiano è quasi sicuro che ti fregano sui prezzi eccetera.

Quindi Bho, vabbè, intanto domani chiedo a Jhonn e poi si vedrà.

Il film, per la cronaca, faceva ovviamente schifo: una ora e mezza di assoluto nulla (inquadrature dall'alto di gente che non fa assolutamente nulla se non guardarsi languidamente negli occhi, inquadrature di alberi, altra gente che si guarda negli occhi, altri alberi). Finalmente dopo un'ora e mezza di film c'é la battaglia (evvai), é perfino una battaglia quasi discreta.
Ovviamente va a finire in vacca anche quella.
No, veramente, risparmiatevi tempo e soldi, giuro. Tanto poi a Natale esce Lo hobbit e dovrebbe essere tutta un'altra storia, si spera.

Comunque.
Finalmente sono andata al cinema, di questo sono contenta.
E ho scoperto due cose:
- Uno: che in Colombia quasi tutti i film li danno in lingua originale, eventualmente coi sottotitoli, che non é mica male come cosa.
- Due: in qualsiasi posto del mondo ti trovi, se sei in un multisala, con dei pop corn tra le braccia, al fianco di amici e guardi un film americano...Bhe, per qualche momento ti sembrerà di essere a casa.
E questa é una bella sensazione.